Servizio disabili troppo caro.

29 Agosto 2008 Nessun commento


Da Libero DEL 28/O8 Servizio disabili troppo caro
"Undici mila euro al mese sono troppi, anche se spesi per i disabili: conviene pagargli il taxi!". In un periodo di vacche magre, anche il contratto stipulato dal III municipio per il servizio di trasporto gratuito per pensionati e disabili, è finito nel mirino del presidente della commissione Controllo e trasparenza di via Goito, Giovanni Provenzano "Lo scopo è sicuramente lodevole e condivisibile ma il prezzo è esagerato e fuori mercato – dichiara il consigliere – quello che paghiamo sarebbe l’equivalente di 1.100 corse in taxi da 10 euro l’una.
E’ una enormità considerato che oltretutto il servizio in questione funziona solo su prenotazione, solo in una determinata fascia oraria ed in determinati giorni"
La commissione chiederà quindi di rivedere la convenzione,stipulata nel 2003 e rinnovata nel 2006 tra il Municipio e Trambus Spa.
"Chiediamo al sindaco Alemanno e all’assessore ai trasporti di interessarsi della vicenda considerato che i soldi in questione escono dalle casse comunali e finiscono in una società per azioni controllata dal Comune.
E che, soprattutto, in quel periodo il vicepresidente della Trambus era contemporaneamente assessore alla mobilità del terzo Municipio" aggiunge Federico Mollicone, consigliere comunale Pdl.

TAXI-TRUFFA, IL MESSAGGERO: «ORA TOCCA A SUOR PAOLA»

28 Agosto 2008 Nessun commento

OMR0000 4 CRO TXT Omniroma-TAXI-TRUFFA, IL MESSAGGERO: «ORA TOCCA A SUOR PAOLA» (OMNIROMA) Roma, 27 ago – «Centodieci euro per una corsa in taxi da Grotte Celoni a Bravetta. Trentasei chilometri netti, secondo l’itinerario consigliato dai navigatori satellitari comunemente utilizzato sulle auto, passando sul grande raccordo anulare per 21 chilometri. Chilometri, peraltro, percorsi in pieno giorno, quasi interamente nella zona ‘tariffa 1′ (che include anche il Gra) e in una giornata (sabato 23) in cui il traffico cittadino a Roma era praticamente inesistente. Dopo il tentativo di truffa subito la settimana scorsa dal vicesindaco Mauro Cutrufo, questa volta la ‘furbatà di un tassista disonesto ha colpito suor Paola D’Auria». Lo scrive Fabio Rossi su Il Messaggero. «La religiosa – prosegue l’articolo – nota al pubblico per la sua fede calcistica laziale, è da tempo impegnata nell’assistenza alle donne in stato di grave disagio, con le sue case famiglia. E proprio una delle sue ospiti, una giovane donna dell’Est europeo, è incappata nella truffa. Dopo aver chiamato un taxi della cooperativa 3570 per spostarsi da una sede all’altra della rete assistenziale di suor Paola, si è trovata alla fine del tragitto davanti all’esorbitante richiesta di 110 euro. Alle incertezze della donna che voleva chiamare qualcuno per chiarire meglio la questione, il tassista le avrebbe risposto: ‘Meglio che paghi subito, altrimenti il tassametro corre e arriva a 130 eurò. A questo punto è stata suor Paola a pagare, chiedendo la ricevuta come prova e avvertendo il vicesindaco Mauro Cutrufo. Per fare due conti: la tariffa chilometrica prevista dalla recente riforma, varata dal Campidoglio lo scorso dicembre, prevede per le tratte urbane percorse a più di 20 chilometri orari un costo di 92 centesimi al chilometro. Ossia 33,12 euro per 36 chilometri, a cui si aggiungono 2,80 euro di quota di partenza prevista per i giorni feriali (tra le 7 e le 22) e al massimo 6 euro per la chiamata via radiotaxi. Insomma, è obiettivamente difficile ipotizzare un prezzo ‘giustò per la corsa superiore ai 40-45 euro, specialmente in una giornata con traffico cittadino ai minimi stagionali». red 271310 ago 08

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Lapo Elkann ‘ruba’ un taxi a Capri

24 Luglio 2008 Nessun commento


Napoli, 23 luglio 2008 - ‘Notte brava’ sul taxi a Capri per Lapo Elkann. L’ultimo episodio che ha visto coinvolto il giovane rampollo di casa Agnelli è avvenuto all’alba di lunedì a Capri, come riferisce ‘Il Mattinò, e a raccontarlo è un tassista dell’isola azzurra, Luigi De Martino.

 

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ROMA: MARCHI, SU TAXI E NCC COLLABORAZIONE CONTRO ABUSIVISMO

22 Luglio 2008 Nessun commento


ASCA) – Roma, 21 lug – Dopo la richiesta di tutte le organizzazioni sindacali di rappresentanza dei comparti taxi e noleggio con conducente (Ncc), l’Assessorato alla Mobilita’ del Comune ha proposto alla Regione Lazio, alla Provincia di Roma e al Comune di Fiumicino, la costituzione di un Tavolo Interistituzionale per affrontare le problematiche relative al fenomeno dell’abusivismo presente nei due settori e quelle inerenti la modifica dell’attuale regolamentazione del servizio Ncc”. E’ quanto dichiara l’assessore alla Mobilita’ del Comune di Roma, Sergio Marchi, sottolineando che ”per quanto riguarda il servizio di noleggio e la ben nota problematica relativa ai titolari di autorizzazioni rilasciate da Comuni diversi da quello di Roma di fatto attualmente operanti nel territorio della Capitale dobbiamo ravvisare una serie di incongruenze normative nell’attuale legislazione”.

Per questo, ”chiediamo alla Regione un tempestivo intervento che uniformi in modo chiaro ed inequivocabile le diverse disposizioni provvedendo anche a regolamentare in modo compiuto ed efficace le sanzioni. Inoltre, abbiamo richiesto la creazione di uno specifico tavolo di confronto con l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile Direzione Aeroportuale Roma- Fiumicino, per affrontare gli analoghi problemi sull’aeroporto di Ciampino. Infine, per quanto in suo potere, il Comune di Roma sta gia’ valutando le iniziative che, sin d’ora in base alla legislazione vigente, possono essere assunte in ordine a questi due problemi e invitiamo Regione, Provincia e Comune di Fiumicino ad assumere analoghe iniziative”.

bet-dnp/sam/ss

(Asca)

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Li chiamano nababbi e guadagnano come impiegati

16 Luglio 2008 Nessun commento

Li chiamano nababbi e guadagnano come impiegati,
aspettano ore nei parcheggi e, quando il cliente finalmente arriva, lottano col traffico e coi «tassisti dell’ultim’ora», quelli delle nuove licenze. Di notte rischiano la vita, ma le corse migliori gliele soffiano gli Ncc: le auto «Noleggio con conducente» di fuori Roma, che «con laute mance» a alberghi o ristoranti «si accaparrano turisti e ricchi clienti».
Rachele Zinzocchi
Benvenuti nel mondo dei «tassinari», i tassisti romani ancora dal fascino un po’ pittoresco, benché da mesi protagonisti di proteste accese, dopo la liberalizzazione delle licenze firmata Bersani, e di scontri durissimi con l’ex sindaco di Roma Veltroni. «Ci descrivono come una lobby. Ma lobby di che? – tuona Sandro – A un cliente sembrano tanti 15 euro per andare dalla stazione a casa. Ma quanti ne restano a me? Il carburante aumenta ogni giorno. L’auto, se non ce l’hai, ti rovini a comprarla. E poi devi fare manutenzione continua. Ci sono Inps, Inail, bollo, assicurazione». «Partono 70 euro al giorno – sbotta Francesco – Andate a vedere chi ha preso le nuove licenze. Persone senza requisiti, con un altro lavoro: che il tassì infatti lo affittano. Così si prendono puliti al mese 800 o 900 euro, senza muovere un dito né pagare le tasse. Certe famiglie hanno ben 4 licenze taxi». Un aumento delle tariffe però i tassisti l’hanno ottenuto da gennaio: il 18% in più, a fronte, però, del rilascio di altre 500 nuove licenze. «Un contentino – continua Francesco – Le tariffe erano invariate dal 2001». Gli fa eco Sandro: «Non abbiamo malattia né ferie pagate. Se mi si rompe la macchina non guadagno. Alla pensione mi daranno 570 euro al mese, senza liquidazione». «Io incasso circa 100 euro al giorno, 2600 al mese – dice secco Guido – In tasca non ne restano più di 1400». Poi ci sono i turni: tra momenti di fuoco e ore di attesa. Giancarlo: «Esco la mattina alle 6. Attacco alle 7. Fino alle 8, silenzio totale. Poi, 3 milioni di persone si riversano in strada tutte insieme. Il panico, fino alle 10. Quando tutti sono a lavoro, i figli a scuola, di nuovo calma piatta. Alle 12, 12.30, il taxi torna questione di vita o di morte. E così via a ondate, tutto il giorno. Quando ci muoviamo, è sempre nel traffico. I "nuovi" taxi? Solo traffico in più». In effetti sarebbero ormai oltre 7000 i taxi in circolazione. «Se fossimo meno – incalza Sandro – le corse durerebbero meno, il cliente pagherebbe meno, chi cerca un taxi lo troverebbe prima». «E noi incasseremmo di più – dice Domenico – Guadagnamo solo quando accendiamo il tassametro. Con i 2,80 euro di scatto alla partenza, se facciamo 15 corse già abbiamo preso 40 euro». C’era bisogno di tanti nuovi taxi? «Si guardi intorno – dicono – È sabato, sono le sette di sera. Eppure stiamo qui da tre quarti d’ora». Va meglio di notte? «Roma è una città sempre più insicura. In tanti Paesi i taxi hanno vetri di protezione. Qui niente». Finalmente, dopo un’ora, ecco una chiamata. «Almeno la loro radio qui prende – scherza Giuseppe – Io devo aspettare il cliente a piedi, o la chiamata alla colonnina». Giuseppe è «uno di quelli nuovi, che Veltroni gli ha "regalato" la licenza», dice. Uno dei miracolati? «Sfortunati. Le dico i miei 8 mesi di vita da tassista. Ero impiegato. Come tutti pensavo che i tassisti lavorassero poco e guadagnassero tanto. Grazie alla liberalizzazione ho ottenuto la licenza tramite concorso. In effetti, l’hanno data più o meno a tutti». Si è ricreduto presto: «Oggi sto tutto il giorno in taxi e guadagno molto meno di prima. Mi è aumentata pure l’assicurazione: da 530 euro come privato a più di 1000». Tornare indietro? «Ora non potrei. Quando hai preso la licenza, lasci il vecchio lavoro e vai. Rivenderla? Devo aspettare almeno 5 anni». Nella vita del tassista (pentito) c’è solo un’ultima speranza: «Fateci almeno lavorare in calzoni corti». Cioè? «Noi dobbiamo portarli lunghi, come 40 anni fa: altrimenti multa. Ma se hanno cambiato persino i regolamenti delle carrozzelle a piazza Venezia, che non devono far lavorare i cavalli nelle ore calde. Siamo trattati peggio dei cavalli». Giuseppe Grifeo

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“modello roma!”

3 Luglio 2008 Nessun commento
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LINATE, RACKET TAXI ABUSIVI . «Botte e minacce»

23 Giugno 2008 Nessun commento

Un’offerta ai passeggeri: «taxi-fuori-Milano!», «taxi-fuori-città!» o più semplicemente «tassì!», alla romana. Un invito ai soci in affari: «Aspettiamo che la polizia se ne vada, poi riattacchiamo». Con i tassisti sono sempre schiaffi e insulti, giustizia di strada, l’altra sera l’ultima rissa. E con chi vuole entrare nel giro sono addirittura coltelli e minacce: «Qui comandiamo noi». Il racket del trasporto abusivo-chic ha l’ufficio tra i doppi vetri a scomparsa dell’aeroporto di Linate, porta 5, insegna arrivi. Ci sono tra i 30 e i 50 noleggiatori irregolari con giubba sportiva e Mercedes, Audi e Bmw posteggiati nelle strisce con acronimo Ncc, Noleggio con conducente. Dovrebbero iscriversi al desk Fiera, dentro lo scalo, e aspettare i clienti in auto. Invece si piazzano alle porte, adescano i passeggeri come fossero entraineuse, «scremano» le corse più lunghe e redditizie e possibilmente i turisti stranieri, facili da spennare. La tariffe sono 3/4 volte superiori a quelle delle auto bianche. È un giro d’affari da 10 mila euro al giorno. Tutto in nero, tutto alla luce del sole.
Aeroporto di Linate, quattro del pomeriggio. Al banco informazioni dello scalo risultano iscritti due noleggiatori. E gli altri, signorina hostess? «Non so». Dieci metri più in là, sono venti. Self made man ogni giornata. Si conoscono e li conosce la polizia: «Non hanno paura di niente». Ecco i passeggeri del volo da Fiumicino: «Taxi-fuori-città…». Ma chi sono, questi autisti? Alcuni hanno precedenti penali, altri hanno una licenza per servizio pubblico, altri l’hanno venduta, altri ancora non possono lavorare qui, hanno timbri di Cremona e Novara (è scritto sui cruscotti), città fuori dal bacino aeroportuale. Non solo: le licenze Ncc, per legge, sono bloccate per cinque anni e invece alcune «cambiano titolare a velocità proibita». Transazioni losche, la mala dei contratti. Tanto, basta un’autocertificazione a evitare grane. La direzione dell’aeroporto vieta ai noleggiatori di adescare i clienti al gate degli arrivi. Disposizione inutile. Lo sanno i vigili urbani milanesi che provano a far rispettare la legge: «Ma abbiamo un problema di competenza territoriale». Linate è terra di Peschiera Borromeo e Segrate, stacchi la sanzione e sai che l’abusivo va dal giudice di pace. E vince. «Te lo dice in faccia, se ne frega delle multe».
E pure delle proteste dei tassisti. Le auto bianche aspettano i clienti ai posteggi, in coda, a pochi metri dai noleggiatori. Così i ghisa: «Un abusivo guadagna fino a 500 euro al giorno». Dovrebbe dare la ricevuta fiscale, pagare l’Iva. Invece? «Scrive l’importo su un biglietto taxi, e tanti saluti». I tassisti in regola lo denunciano da tempo. Giovanni Maggiolo, rappresentante di Unica-Taxi Cgil: «Gli abusivi sono il biglietto da visita di una città da terzo mondo». Raffaella Piccini, presidente dell’Associazione donne tassiste: «Perché viene consentito a questa gente di lavorare illegalmente?». La Sea ha un progetto per dare nuove regole, ci sta lavorando con Enac e vigili: «Telecamere sul piazzale e un ufficio prenotazioni all’interno dello scalo», un desk per il noleggio con conducente e tariffe trasparenti, come a Malpensa. È la soluzione anche per Pier Capra, presidente di Confartigianato autonoleggiatori. Ma ci vuole tempo. In attesa, comanda il racket. Sfacciato, sotto le visiere dei cappellini da baseball. A volte violento, e comunque incurante dei blitz settimanali dei ghisa in borghese. Controllo, documenti prego, sarcasmo: «Ma ancora qui, siete? Io devo lavorare». Si va ovunque, col tassì.
(Armando Stella – Corriere della sera – 14 febbraio 2008)

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Perchè il Trattato di Lisbona deve essere respinto (CLAUDIO GIUDICI)

17 Giugno 2008 Nessun commento

L’Europa dei Popoli non ha bisogno di un trasversale euroconformismo da yes man, di fronte alla decisione se ratificare o no il Trattato di Lisbona. Sarebbe un grave errore rapportarsi a questa importantissima tappa della storia democratica del nostro Paese e dell’Europa, vittime di qualche forma di timore riverenziale nei confronti di coloro che usano il cavallo di Troia dell’euroscetticismo. La stella polare che deve guidare l’azione di un politico responsabile non è il conformismo a "qualsiasi Europa purchè Europa", ma la libertà morale di instaurare un’Europa dei Popoli capace di perseguire il bene comune. Finora non abbiamo avuto questo, e lo stato dell’economia reale è lì a dimostrarlo. Il sunto complessivo dei quindici anni trascorsi è rappresentato dal tenore di vita reale della popolazione, e dal rapporto debito pubblico su p.i.l. Quest’ultimo – nonostante privatizzazioni e smobilizzi dell’industria pubblica che dovevano servire a ridurre il debito – era nel 1991 al 98% ed è oggi al 104%. Non si tratta di un’anomalia tutta italiana bensì di una costante che riguarda le locomotive trainanti l’eurozona. Infatti per la Germania il rapporto è passato da 40,31% a 67,54% e per la Francia da 35,28% a 64,19% (valori del 2006). Tutto questo ci fa comprendere che il processo messo in moto da Maastricht è un processo di livellamento verso il basso. La forza produttiva che era stata raggiunta nei paesi economicamente più avanzati, si è deteriorata progressivamente livellandosi su quelle più deboli degli altri stati membri. Ciò ovviamente si ripercuote sulle condizioni sociali, di vita reale della popolazione.

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Botticella tamponata sul Lungotevere da un NCC, Conducente grave. Il cavallo è stato abbattuto

8 Giugno 2008 Nessun commento

Turiste aggredite da guidatori abusivi, parte la caccia al mostro

4 Giugno 2008 Nessun commento